07 ott 2012

Il vento del (non) cambiamento

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Guild Wars 2 doveva portare una ventata d’aria fresca nel mondo degli mmorpg e così è stato.
Eventi dinamici, la pensione della “trinità”, un sistema di combattimento più dinamico e un sistema di open PvP a 3 fazioni basato sul controllo di nodi di risorse sono solo alcune delle numerose innovazioni del gioco.
Qualcuno sostiene che non abbia osato abbastanza, altri fin troppo ma sicuramente non si può negare che Arenanet abbia mosso i primi passi verso una nuova idea di online-gaming.
L’uscita del secondo titolo della Software House di Bellevue è stata come un terremoto che ha risvegliato lo stagnante mondo degli mmo dopo un letargo durato 7 lunghi anni.
Poche sono state le innovazioni apportate a questo genere nell’ultimo periodo, preferendo “l’usato garantito” del "modello Warcraft".
Adesso ci troviamo (nuovamente) di fronte al pericolo che le altre Software House non traggano spunto dal successo di Guild Wars 2 per produrre titoli altrettanto innovativi ma che tentino di emularne le features dando inizio ad un altro ciclo di cloni.
E’ notizia di qualche giorno fa che Red 5 Studios e Cryptic stiano lavorando all’implementazione degli “eventi dinamici” in Firefall e Neverwinter Online.
Il rischio di trovarsi di fronte ad un nuovo periodo di pigrizia innovativa sembra molto elevato e potrebbe segnare il tramonto di un genere che spesso ha poche idee e mal realizzate.

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